Elezioni cittadine

Elezioni sindacoNel comune di Magasa le elezioni comunali si sono svolte il 28 e 29 marzo del 2010 e hanno visto un curioso affollamento di liste: indubbiamente non si può affermare che nel piccolo paese dell’alto Garda manchi la coscienza politica. I residenti effettivi sono in tutto 154, ma gli aventi diritto al voto 177 (numero che comprende cittadini residenti all’estero). Ebbene, questi cittadini hanno potuto scegliere tra ben sei liste di candidati.

Come mai tanti candidati?

Probabilmente una delle cause di è la normativa prevista per i centri con meno di mille abitanti. Di norma una lista di candidati per presentarsi deve raccogliere un certo numero di firme di cittadini, ma il piccolo comune di Magasa per le elezioni non ha questo obbligo, così come tutti gli altri che non superano le mille unità.
In questo modo anche esigui gruppi di cittadini (ne bastano nove) possono preparare una lista di candidati. Delle sei liste, tre erano civiche, le altre si presentavano con un simbolo politico: IDV, italia dei Valori, Forza Nuova e Lista di Grillo, il partito non partito.Ma tutti questi candidati non erano l’espressione di una cittadinanza politicamente molto motivata: solo due liste comprendevano elenchi di residenti, le altre quattro facevano capo a candidati sindaci “esteri”, vivono infatti a Valvestino (un comune limitrofo), Salò, Brescia e Milano. Grande l’affollamento, eppure nel comune di Magasa le elezioni del 2005 hanno visto un numero ancora maggiore di candidati tra cui scegliere: otto liste che all’ultimo momento si ridussero a sette perché non venne presentata in tempo.

Le due liste indigene

E’ da notare che nelle due liste “indigene” non figurava nessun consigliere dell’uscente amministrazione, tranne Federico Venturini, assessore dimissionario per controversie con il sindaco. Rimane tuttavia l’interrogativo per questa grande partecipazione politica a delle consultazioni elettorali di un minuscolo comune montano. Probabilmente uno dei motivi di un simile interessamento deve essere dovuto al fatto che nel 2008 a Magasa e nei comuni limitrofi si è tenuto un referendum per ottenere l’annessione alla Regione Trentino Alto Adige che raggiunse con facilità il quorum.

Il motivo di tanto scontento?

Semplice, questi piccoli paesi si sentono completamente abbandonati a se stessi e vanno sempre più spopolandosi, anche la piccola scuola è stata chiusa e l’unico scolaro sarà costretto a un lungo viaggio in bus. Eppure il potenziale turistico non è indifferente e potrebbe essere valorizzato. Nel comune di Magasa le elezioni si sono concluse con la proclamazione a sindaco dell’assessore dimissionario Venturini, 3 consiglieri sono spettati anche all’altra lista autoctona e 1 seggio è andato allo “straniero” Paolo Zattoni.

Foto: picsfive – FotoliaSimilar Posts:

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